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C’è una lunga tradizione nella storia dei generi artistici come il paesaggio, la natura morta, il ritratto. Viene spontaneo chiedersi cosa possa spingere oggi un artista a confrontarsi con soggetti classici, nel momento in cui la rivoluzione dei linguaggi ha offerto all’arte la possibilità di spaziare in totale libertà in qualsivoglia direzione. In realtà è proprio in virtù di questa libertà  che un artista può ritenersi propositivo anche scegliendo un linguaggio tradizionale perché ciò che conta  non è tanto la forma delle cose mala loro sostanza, la sincerità e la forza con cui riescono a comunicare e trasmettere un’emozione.

Paolo Pesce si dedica alla pittura da più di trent’anni, dopo la formazione presso il Liceo Artistico di Venezia e la maturazione – da autodidatta – a diretto contatto con le immagini della natura e della campagna, scoprendone una serie continua di infinite varianti.

Dai classici scorci veneziani alle vedute di campagna con i suoi ridenti e accesi colori, la pitture di Paolo Pesce  sembra evolversi nella ricerca sempre maggiore della luce e della resa atmosferica, prediligendo i riflessi caldi delle tonalità ocra per le vedute lagunari e l’ampia tavolozza dei verdi e dei gialli per la campagna.

Nel suo percorso artistico c’è forte attaccamento alla pittura, un voler rimanere legato ai valori e al senso più profondo del “fare arte”, attraverso il disegno e il colore. Una passione che ha trovato subito applicazione nelle vedute veneziane ma ancor più nei tanti paesaggi toscani che l’artista ha ritratto negli anni, dividendosi tra  Veneto e Toscana, e trovando in quest’ultima il luogo ideale per sviluppare le proprie ricerche. È anche significativo che la pittura di Pesce si sia sviluppata proprio in quei luoghi che hanno ispirato una delle più belle pagine della storia dell’arte a cavallo tar Ottocento e Novecento, quando un gruppo di pittori  diedero origine ad un rinnovamento antiaccademico dal quale presero il nome di “Macchialoli”. Con il suo stile Paolo Pesce si raccorda idealmente a quella pittura intrisa di luce e di colori, dando varietà e respiro a quei soggetti che ritroviamo anche nella coeva tradizione coloristica veneta.

La presenza umana sembra celarsi in questi spazi che l’artista vive, sente e quindi rappresenta come spazi lirici  del proprio sentire, come luoghi n cui la natura  regna sovrana nel silenzio e nella quiete. Quelle stesse calme, silenti atmosfere che vivevano negli occhi di Barbisan, di Spolaor, del Tito, suoi conterranei, gradi “cantori” ed epigoni del cosiddetto “paesaggio alla veneta”.

Paolo Pesce, negli anni della sua formazione al Liceo Artistico, ha compreso e fatto proprio quel linguaggio con uno sguardo sul mondo che si trasforma sulle sue tavole in una sinfonia tonale di luce e di colore . Ogni dipinto ci mostra un uso vibrante e sensuale del colore e il paesaggio è protagonista, in una ricerca costante della luce come elemento totalizzante e unificante dell’intera composizione.

La serie dei paesaggi toscani ci appare come un crescendo di questi elementi, arricchiti da una tavolozza più varia rispetto alle vedute venete e propensa a declinarsi maggiormente in toni, semitoni e riflessi per ottenere un’armonia di visione che , come già sottolineato, corrisponde a un’armonia di sentire. La raffigurazione di edifici antichi e di borghi medievali arricchisce la pittura di riferimenti storici e la proietta in una dimensione in cui la nostalgie del passato si fa più evidente.

Una vena narrativa sembra qui prevalere, come a voler suscitare nella fantasia di chi osserva la curiosità verso la storia, la memoria, alla riscoperta di luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato.

Autore di ritratti e di nature morte, Paolo Pesce è un artista completo e maturo, Il suo stile, che deriva dalla lunga esperienza con le tecniche e soprattutto il colore, gli permette di spaziare con gli stessi validi risultati attraverso i generi della pittura. Sia nei ritratti che nelle nature morte ritroviamo quella profondità e quella sensualità delle forme conferite dalle velature di colore e dal gioco delle luci e delle ombre che scalda le superfici rendendole vive e mobili. Segno non solo di alta qualità tecnica, ma anche di un animo sensibile ad attento.

Lucia Majer

 

PAOLO PESCE, I SENTIERI DELLA PUREZZA

Pochi luoghi conservano la loro naturale essenza, il silenzio, la casualità, forme e colori che si fondono in armonia. Questo è lo sguardo di Parolo Pesce, che riesce a cogliere ogni dettaglio ed a rappresentare l’unicità di un paesaggio.

Ci troviamo in sentieri che nella mente ci conducono alla tranquillità, alla riflessione, la sua maestria è di riconoscere un momento ed un luogo che sa accomunare ogni essere umano nella ricerca della serenità interiore.

Ombre che possiamo calpestare, foglie che sentiamo scaldarsi al sole, contorni che in lontananza si lasciano sbiadire dalla foschia: La leggerezza del suo tocco è la mano che sfiora queste distese ed i piedi che percorrono questi sterrati. I dettagli accurati rendono percepibili sensazioni familiari, il calore della bella stagione, una brezza leggera, lo scorrere dell’acqua ed il profumo di un luogo inviolato.

La visione di un panorama si focalizza con prospettive e luci su un particolare soggetto rendendolo protagonista di un ricordo autentico nella nostra mente.

L’artista riproduce realisticamente questi luoghi ma lascia trasparire la delicatezza e il rispetto nell’osservarli; la sua tecnica rivela la consapevolezza di poter trasmettere significati sensoriali più elevati della sola rappresentanza visiva

Crea opere che catturano l’osservatore, per un istante rapito dalla natura attraversa e percepisce la purezza di quel paesaggio.

Eva Bonesso

 

I paesaggi e le nature morte di Paolo Pesce, per l’eccellente qualità del disegno, matrice figurativa delle opere, unita al taglio deciso dell’immagine ed alla sua particolare tecnica di esecuzione che ricorda lo “sfumato” dei maestri rinascimentali, riconducono all’immaginario sognato dei mondi della natura e delle cose.

La sapiente tavolozza dai toni morbidi e luminosi che dilatano spazio e volumi evidenzia, magnificamente, il senso di uno sguardo tra sospensione e magia.

Paolo Bellini

 

 

In art history there is an ancient tradition of representation genres that include landscape, still life and portrait painting. Spontaneously, it comes to one’s mind to ask oneself: why would a contemporary artist want to confront himself with such classical subjects? Considering the fact that the modern revolution of representation languages had allowed art to move with freedom in any wanted direction.

Nevertheless it is for this same freedom that an artist can be considered original even though he still chooses a traditional representational language. What as true value in the end, is not so much the form of things, but their substance, the truthfulness and strength with which  they are able to convey emotions.

Paolo Pesce has dedicated 30 years of his life to painting. After studying Art ate the Art Institute in Venice, he matured his experience living in direct contact with the natural landscape of the countryside, discovering every day the infinite variations in these sceneries. Spacing between  the classical views of Venice at the colorful country landscapes, Pesce’s painting technique seems to evolve in a progressive research of the transformation of atmospheric  tones and Light.

He chooses warm okra tonalities for the views of the venetian Laguna and a wide range of greens and yellows for the countryside sceneries. Pesce’s artistic pathway is strongly  connected to his painting technique; this is due to his will of  maintaining the classical approach of “the making of art” through drawing and the usage colours. Pesce’s passion for art find its realization first with the paintings of Venice, and in a second time deepens in the many Tuscan landscape paintings. For many years the artist lived between the regions of Veneto and Tuscany, eventually finding in the later region the ideal place to purse his artistic research.

It is significant how Pesce’s painting has developed in those same place that in the period between the 188’s have inspired the artists belonging to the famous “Macchialioli” group. These artists are renown for the way they give a fresh anti-academic interpretation of the Tuscan style of painting of the time. With his own style, Paolo Pesce recalls the “Macchiaioli”  use of bright colours and light, added to  varied choice of subject, in the sense coherent with the contemporary venetian artistic current.

The presence of human figures seems to be hidden behind peaceful landscapes, reign of Nature itself. These spaces are seem and recreated by the artist with an almost lyrical interpretation of his own feelings about them.

The quietness that is found, can be similarly seen in the eyes of Barbisan, Spolaor and teg Tito artists, also originally from Veneto; Artists that are renown for the so called “venetian landscapes”.

Paolo Pesce, during the years training ate the Art Institute, fully understood and was able to make of his own this traditional stylistic language as well as maintaining a contemporary outlook: this al synthesizes harmoniously in his work and becomes visible in his choices of light and colour. Each painting, in which landscape is boldly the main protagonist, demonstrates the artist’s vibrant ad sensual use of the colour tonalities.

Pesce is in a constant research of how Light becomes the unifying element of each composition. The series of Tuscan landscapes provides a “crescendo” of these thecnical element, added to a richer choice of colours, in a comparison to the earlier Venetian works. With time is seems as the research is developing in a much more intricate use of colour, as the artist includes new tonalities, semi-tonalities and reflections. The visible product is one of aesthetics harmony recalling in a parallel harmony of feelings.

Pesce’s representation of antique buildings and medieval villages enriches his works by adding historical details; these details project his paintings in a dimension were past is seen with a nostalgic note.

A narrative thread passing through the works can be perceived here, perhaps with the aim to stimulate in the viewer’s  imagination the curiosity toward the past memories of certain places, here where time seems to have stopped. In painting portraits and still life subject, Pesce reveals his completeness and maturity as an artist. His style, derived from a long experience in the use of different painting and colours techniques, allow him to gain wonderful result in different artistic genres. In both his portraits and still life, each shape is modulated by diverse layers of colours; various light\shadow effect mold the surfaces which seem to stand out as alive and mobile, giving depth and a sense of sensuality to entire picture. This can be seen as not only a sign of technical skills of an artist, but also as sign of a sensitive and dedicated soul

Lucia Majer

 

PAOLO PESCE, PATHWAYS TO PURENESS

There are very few places that maintain their natural essence, their silence, the shapes and colours that harmoniously blend into each other. In these images lies Paolo Pesce’s view: a research to captivate every detail and the urge to depict the uniqueness of a natural landscape.

Our minds fall into pathways that lead us to a peaceful state; the mastery of Pesce is to recognize and reproduce a moment in time and space, in which equally all human beings can find a state of tranquility.

There are shadows we can walk on, there are leaves we can feel are warming under the sunshine, we can perceive shapes gently fading in the misty horizon. Pesce’s stroke is a gentle touch on these landscapes. Each accurate detail recalls familiar and perceivable sensations, the heat of a sunny day, a delicate breeze, the sound of water running or the delicate smell of a hidden place.

In a landscape, through light and perspective changes, the eye focuses na particular subject allowing it to become protagonist of an authentic memory depicted in our mind.

The artist realistically recreates  these views with a delicate touch, as to allow his respect in being as well an observer to come out. Pesce’s technique is also sign of the awareness of the artist to convey more intricate feelings, beyond the simple visual representation.

Pesce creates pieces that grasp the viewer: for a moment one is lead to lose himself in a landscape perceiving and savoring its pureness.

Eva Bonesso

 

The landscapes and still paintings of Paolo Pesce, due to the excellent quality of design (the figurative base of this work) united with its clear cut imagery and unique shading technique reminiscent of the renaissance masters lead the imagination to a world of nature and objects.

The soft and luminous tones of his palette that expand space and volume, highlight, magnificently, the sense of each view hovering in time and magic.

Paolo Bellini